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Favismo: cause, simboli e cura

favismoIl favismo è un tipo di anomalia genetica che interessa gli enzimi dei globuli rossi. Gli affetti da tale sindrome non possono assolutamente consumare certi tipi di alimenti, come:

  • Fave;
  • Verbena;
  • Piselli.

Non possono inoltre assumere alcuni tipi di farmaci, come:

  • Analgesici;
  • Antimalarici;
  • Chemioterapici;
  • Antipiretici.

La malattia comporta la carenza di uno specifico enzima, il glucosio-6-fosfato deidrogenasi, che da conseguenze serie ai globuli rossi provocando degli squilibri.

Cause e sintomi

La causa del favismo è riscontrabile nella carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi, questo deficit provoca:

  • Emolisi;
  • Ittero.

La malattia in genere è genetica e passa dal cromosoma X. I sintomi della malattia compaiono qualche ora dopo il consumo degli alimenti o dei medicinali citati in precedenza e il paziente presenta:

  • Cute gialla o verdognola;
  • Sclere gialle;
  • Urine di colore scuro.

In casi molto seri il paziente potrebbe arrivare a collassare. La biliburina causa il colore giallo e provoca ittero, questa sostanza intossica l’organismo e può portare al collasso. Esistono anche casi in cui la malattia è asintomatica.

La biliburina è una sostanza di scarto che si genera dai globuli rossi degradati. In casi preoccupanti di accumulo il cervello può risentirne fino a portare il paziente a presentare ritardi mentali.

Esistono vari tipi di favismo (con gravità crescente), come:

  • Emolisi ad intermittenza;
  • Insufficienza renale acuta;
  • Anemia emolitica cronica.

Cura

Per tenere a bada sintomi e danni i pazienti non devono mai consumare gli alimenti e i medicinali citati in precedenza. Nei casi gravi possono essere necessarie trasfusioni di sangue o dialisi.

In alcuni casi si opta per l’operazione chirurgica di rimozione della milza. Nella milza i globuli rossi si distruggono e lasciano scarti, per questo è lí che si genera la maggior parte della biliburina.

Si consiglia una diagnosi precoce ai primi sospetti o alle prime avvisaglie, esistono test per individuare la carenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi.

Questi test riescono a scovare anche piccole anomalie e aiutano ad avere una tempestiva risposta.

Consigliamo comunque di controllare questi enzimi anche se non si sono mai presentati sintomi in quanto, come già accennato in precedenza, la malattia può anche essere asintomatica.

Per qualsiasi dubbio contattate il vostro medico di fiducia, non bisogna mai trascurare malattie derivanti da problemi alla biliburina.

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