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Malleolo gonfio: quali sono le cause?

malleolo gonfioIl malleolo può gonfiarsi a seguito di un trauma della caviglia come, ad esempio, una distorsione (ovvero una perdita momentanea di rapporti fra due capi ossei).

In casi più gravi, il malleolo può gonfiarsi per una frattura (ovvero
un’interruzione parziale o anche totale della continuità dell’osso) e se per una semplice distorsione bastano riposo, ghiaccio e pomate, per la frattura avrete bisogno di qualche accorgimento in più. In questo articolo cercheremo di capire come comportarci in caso di gonfiore al malleolo in seguito ad un trauma.

Nell’evenienza di una frattura del malleolo (prominenza ossea interna ed esterna della caviglia), riscontrerete numerosi problemi all’articolazione che unisce gamba e piede e che ne consente il movimento. Talvolta quella che sembra una banale distorsione, può creare traumi ben più gravi e causare rottura dei legamenti o fratture.

Nel caso in cui siate sportivi, raccomandiamo di scegliere sempre le giuste scarpe per la vostra attività. La scarpa adatta riduce le possibilità di infortunio e aumenta la stabilità del piede.

Malleolo fratturato: i sintomi

Se avvertite un forte dolore alla caviglia e avete il piede tumefatto e gonfio, potreste avere una frattura del malleolo. Ovviamente il dolore è accompagnato da impossibilità a deambulare e alla comparsa di anomalie alla forma dell’articolazione.

Se credete di esservi fratturati un malleolo, andate al pronto soccorso o rivolgetevi ad un medico specialista o ad un ortopedico che vi proporrà una radiografia e delle lastre per accertare la diagnosi.

La terapia

Dopo la diagnosi, il medico deciderà come intervenire. In alcuni casi si potrà optare per un trattamento di tipo conservativo, in altri casi si preferirà un trattamento chirurgico. Durante il trattamento conservativo il medico immobilizzerà la parte mediante l’applicazione di un gesso o di un tutore che in genere va lasciato sulla parte per almeno sei settimane.

Se si rende necessaria la terapia chirurgica, l’intervento consisterà principalmente nella riduzione e stabilizzazione della frattura al malleolo attraverso l’inserimento di viti, placche e chiodi. Nel giro di qualche mese si riesce a tornare in piedi, ma bisogna seguire delle terapie di riabilitazione per riportare la caviglia alla normalità (per quanto possibile).

In genere dopo meno di un mese dall’intervento o dopo la rimozione del gesso o del tutore, il medico indirizza il paziente verso una terapia riabilitativa. La riabilitazione aiuta il ripristino dell’articolarità della caviglia e della mobilità del piede, aiuta i muscoli a rinforzarsi e riduce la tumefazione.

tempi di recupero variano a seconda della gravità della frattura, dell’età e della fisicità del paziente.

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