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Otosclerosi: sintomi, cause e rimedi

otosclerosiQuando parliamo di otosclerosi, ci riferiamo ad una patologia che affligge l’orecchio e che può portare, nei casi più estremi, anche alla completa sordità. Si tratta di una patologia che colpisce uno o entrambi gli orecchi e che consiste nella crescita anomala di materiale osseo all’interno dell’orecchio, in precisione vicino al labirinto.

Si tratta di una patologia relativamente rara, della quale parleremo nel corso del nostro articolo: di cosa si tratta? Si può curare? Quali sono le cause e quali sono le possibili cure?

Che cos’è?

Si tratta di un’ossificazione anomala che in genere colpisce un solo orecchio a livello della capsula labirintica. L’ossificazione in questione coinvolge in genere la staffa (che agisce da conduttore per il suono dall’esterno all’orecchio medio), che finisce per fissarsi e dunque diventare impossibilitata nello svolgere la sua funzione primaria.

La patologia colpisce prevalentemente le donne ed ha un decorso in genere molto lento. Solo alcune forme giovanili finiscono per svilupparsi molto rapidamente e dunque portano alla sordità in un arco di tempo piuttosto breve.

I sintomi

I sintomi collegati all’otosclerosi sono comuni a quelli delle patologie dell’orecchio. Si possono avvertire infatti:

  • Attacchi di vertigine improvvisi;
  • Difficoltà nel mantenere l’equilibrio;
  • Alcuni disturbi all’udito, che progressivamente aumentano.

Si tratta dunque di una patologia che, prima dei percorsi diagnostici appropriati, diventa piuttosto difficile da riconoscere.

Non ci sono altri sintomi collegati a questa specifica patologia e sarà l’otorino ad effettuare i test appropriati per ravvisare la presenza o meno di questa particolare patologia.

Circa 1 su 10 dei casi di otosclerosi sono completamente asintomatici.

Quali sono le possibili cause?

Non si conosce molto delle cause dell’otosclerosi, anche se sono state avanzate nel tempo diverse ipotesi:

  • Infezione virale da paramyxovirus;
  • Reazione autoimmune;
  • Scompensi ormonali tiroidei;
  • Ereditarietà;
  • Difetto genetico;
  • Difetti nella vascolarizzazione nell’orecchio.

Ad oggi non è possibile, comunque, individuare cause certe che portano a questo tipo di patologia.

La terapia

Sì, è possibile intervenire per innanzitutto arrestare l’evoluzione della malattia, per poi, nei casi più gravi, intervenire chirugicamente.

Si ricorre in genere ai sali di fluoro, che hanno il potere di stabilizzare il tessuto osseo, quantomeno per arrestare l’avanzare della patologia.

Oltre ai sali di fluoro, rimane l’opzione chirurgica. Si interviene con la stapedoplastica, un intervento che rimuove la parte di staffa che comprende sia la testa che i due archi. Si aggiunge dunque una protesi in teflon in grado di vibrare e dunque trasmettere i suoni anche nel caso in cui l’occlusione ossea sia importante.

Si può anche intervenire con un foro nella platina, che ristabilisce il flusso di onde pressorie.

Sarà ad ogni modo il vostro otorino a individuare le modalità di intervento più efficaci.

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