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Parkinson: come affrontare i disturbi del linguaggio

parkinson linguaggioIl Parkinson, purtroppo, è una delle malattie neurodegenerative più diffuse e paradossalmente meno conosciute dal punto di vista clinico, soprattutto per quanto riguarda la terapia e la cura della malattia. Infatti, ad oggi non esistono delle cure definitive per il Parkinson.

Uno dei problemi più grandi che affligge le persone malate di Parkinson riguarda sicuramente l’incapacità di comunicare verbalmente con le altre persone. Infatti, i malati di Parkinson riportano importanti disturbi del linguaggio. Oggi vedremo come affrontare al meglio questa problematica.

Che cos’è il Parkinson?

Come abbiamo già detto nell’introduzione, quando parliamo di Parkinson ci riferiamo ad una patologia neurodegenerativa, e cioè ad una malattia destinata a peggiorare con il tempo, anche se molto lentamente.

Non è stata ancora scoperta la causa definitiva del Parkinson, però diversi studi hanno dimostrato che il sesso maschile è maggiormente soggetto ad essa e che la professione e il contatto con pesticidi, idrocarburi e solventi, aumentano la probabilità di contrarre la malattia.

Purtroppo non sono state ancora scoperte delle cure definitive per questa condizione patologica così limitante, soprattutto dal punto di vista comunicativo, per questo motivo ti illustreremo nel prossimo paragrafo alcune regole per aggirare il disturbo del linguaggio correlato al Parkinson.

Come affrontare i disturbi del linguaggio correlati al Parkinson

Anche se un malato di Parkinson non riesce a comunicare con i suoi familiari, o con i suoi amici, ciò non significa che la comunicazione gli verrà preclusa, anzi, se ci armiamo di molta pazienza e seguiamo alcune regole di base sarà possibile aggirare problemi di questo tipo.

Di seguito ti mostriamo le 6 regole fondamentali per affrontare al meglio i disturbi del linguaggio correlati al Parkinson:

  • Cerchiamo di mantenere il contatto visivo con il malato, magari sedendoci di fronte a lui e prestando particolare attenzione ai movimenti delle sue labbra e all’espressione dei sui occhi. Anche se le parole non vengono pronunciate bene, il resto dei muscoli facciali avrà sicuramente qualcosa in più da dire;
  • Incoraggiamo il malato a formulare dei periodi corti, che racchiudano in poche parole il senso compiuto della frase che intende pronunciare;
  • Non dobbiamo avere fretta, assolutamente. Concediamo al malato tutto il tempo di cui ha bisogno per esprimersi, senza perdere la pazienza e senza fargli capire che abbiamo fretta;
  • Incoraggiamo il malato ad alzare il volume della sua voce, anche urlando. In questo modo sarà più facile comprenderlo e, allo stesso tempo, lo stiamo spronando a fare sempre meglio;
  • Se ci sono forti difficoltà nella comunicazione proviamo a cercare delle alternative per comunicare, come una lavagna magnetica con le lettere, oppure la scrittura, a patto che sia ancora in grado di scrivere;
  • Conduciamo il malato dal logopedista affinché faccia gli esercizi appositi per il linguaggio.

Infine, ricorda sempre di dare al malato un’informazione di ritorno per fargli capire che abbiamo ricevuto ciò che provava a dirci, questo non solo servirà proprio come conferma ma anche per spronarlo a fare di meglio.

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