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Prurito senile: cos’è e come combatterlo

prurito senileQuando parliamo di prurito senile, ci riferiamo ad una particolare condizione dermatologica che vede la comparsa, appunto, di prurito, in soggetti che sono avanti con l’età.

La patologia sembra colpire sia soggetti sani, ma in misura maggiore chi soffre di patologie associate neurologiche o metaboliche. Al tempo stesso, anche i soggetti che presentano problemi di carattere renale-epatico possono presentare il problema in questione.

Vediamo insieme di saperne di più.

La malattia delle case di riposo

Il prurito senile sembra colpire, dati alla mano, con una frequenza maggiore quei soggetti che vivono in case di riposo, a prescindere da quello che è lo stato di salute e a prescindere dalla presenza o meno di eritemi o infiammazioni cutanee che potrebbero giustificare la comparsa del prurito.

Per questo motivo in moltissimi ricercatori sembrano ritenere che la componente psico-affettiva possa giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo della patologia.

Quali sono i sintomi?

I sintomi collegati a questa patologia comprendono esclusivamente il prurito, che si presenta in zone della pelle sane, che però, successivamente, si ricoprono di piaghe proprio a causa del fatto che, il soggetto, tende a grattarsi con una certa frequenza.

Non esistono altri sintomi che possono essere collegati a questa problematica specifica e non sembra ci siano neanche fattori scatenanti di natura infiammatoria o allergica. Si avverte semplicemente il prurito e il grattarsi peggiora le condizioni.

Si può curare?

Dato che le cause purtroppo sono ancora sconosciute, è decisamente difficile intervenire con una terapia di carattere farmacologico. La patologia che affrontiamo oggi è decisamente complessa e può essere collegata a problematiche di carattere psicologico e affettivo.

In genere i dermatologi tendono a ricorrere agli antistaminici, che offrono però risultati particolarmente scadenti e comunque non in linea con quanto ci si aspetterebbe.

Alcuni prescrivono anche creme a base di cortisone, che però possono portare a danni ancora maggiori, in quanto possono essere responsabili di problematiche, quali l’atrofia cutanea, che sul lungo periodo contribuirebbe al peggioramento del quadro clinico, con altre piaghe e ferite.

Si tratta di una patologia purtroppo molto difficile da affrontare e che può modificare, in peggio, la qualità della vita del soggetto che ne viene colpito.

Rivolgersi al medico tempestivamente può però aiutare a tenere il problema quantomeno sotto controllo.

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