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Psillio: uso, proprietà e controindicazioni

psillioOggi vi parliamo dello psillio, una pianta officinale che sono tra quelle usate da più tempo dalle civiltà di ogni dove.

Si tratta di una pianta dalle fortissime proprietà emollienti e che è diffusa in tutto il bacino Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia, passando per il nostro paese.

A cosa serve lo psillio?

Dello psillio si utilizzano i semi, che contengono mucillagini molto simili a quelle contenute nella malva. Sono idrosolubili e quindi possono essere preparate molto facilmente a mo’ di tisana.

Oltre alle proprietà emollienti delle mucillagini, all’interno dei semi di psillio possiamo trovare anche fibre alimentari insolubili, che una volta entrate a contatto con l’acqua si gonfiano e quindi forniscono un grande aiuto nei confronti della stipsi e della costipazione.

In altre parole, lo psillio è in grado di contrastare i problemi di evacuazione senza offrire il fianco agli effetti collaterali tipici invece dei lassativi di tipo farmacologico, un grandissimo vantaggio per chi non vuole assumere reagenti chimici se non quando estremamente necessario.

Come si usa?

I semi di psillio si possono acquistare in erboristeria, dove sono presenti già in soluzione da aggiungere immediatamente in una soluzione di acqua tiepida, a infuso. Una volta preparata la tisana, si può sorseggiare lentamente e, se il sapore non fosse qualcosa che riusciamo a sopportare, possiamo comunque preparare la soluzione utilizzando latte o succo di frutta, sempre riscaldati.

Non è consigliato l’uso continuativo dello psillio: il suo utilizzo dovrebbe infatti essere riservato ai momenti di bisogno, per evitare di limitarne l’efficacia e, cosa più importante, per evitarne gli effetti collaterali.

Ci sono effetti collaterali legati all’uso di psillio?

Lo psillio ha le stesse controindicazioni degli altri lassativi naturali presenti sul mercato. Nel caso in cui non ce ne fosse bisogno, infatti, andremmo a stimolare senza motivo ed eccessivamente la nostra evacuazione, con stress a carico dell’intestino che possono portare, sul lungo periodo, a flatulenze, meteorismo, gonfiore addominale e diarrea.

Per questo motivo il consumo deve essere limitato ai casi di effettivo bisogno, per evitare di vivere problemi in senso inverso rispetto a quelli che stavamo cercando di risolvere.

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