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Sindrome da cattiva digestione: esiste davvero?

Nei periodi più caldi è sempre più difficile mangiare con una certa regolarità. Fare colazione, pranzo e cena tutti i giorni sempre alla stessa ora è complicato a causa dei diversi impegni e delle vacanze estive.

Di solito d’estate le abitudini sia alimentari che quotidiane cambiano e questo causa diversi problemi al nostro corpo che fa fatica ad adattarsi in modo rapido. Una conseguenza di questi cambiamenti potrebbe essere il manifestarsi della cattiva digestione.

Quando determinati sintomi compaiono, è opportuno rivolgersi al medico di famiglia. Per aiutarlo nella diagnosi, è consigliato descrivere nel dettaglio tutto quello che si è mangiato e le abitudini quotidiane.

Sintomi e cause

La dispepsia, più comunemente chiamata sindrome da cattiva digestione, si palesa con diversi sintomi e, se non curata correttamente, potrebbe portare ad avere vari problemi di natura intestinale.

I sintomi più comuni della dispepsia possono essere:

  • Nausea;
  • Eruttazione;
  • Rigurgito acido;
  • Sensazione di pesantezza o di sazietà dopo aver terminato un pasto;
  • Gonfiore addominale;
  • Bruciore di stomaco.

Diversamente da come si possa pensare, l’alimentazione sbagliata non è l’unica causa della dispepsia. Questa, infatti, può verificarsi anche per via dell’ansia e dello stress. Stomaco e cervello sono strettamente collegati per via delle diverse connessioni nervose tra di loro. Per questo chi è abbastanza ansioso subirà un’ipersensibilità gastrica che farà avvertire di più i fastidi intestinali.

Soggetti più colpiti

La cattiva digestione colpisce circa il 20% della popolazione italiana, la maggior parte di sesso femminile. Per le donne questa sindrome può nascere a causa di una gravidanza o durante la menopausa. Inoltre, avendo molti recettori sensoriali del tubo digerente, la sensibilità rispetto a questi sintomi è maggiore.

Il dolore addominale può essere comune anche nei bambini. Nei casi più noti, questo malessere scaturisce in età prescolare e spesso nasce da un disagio psichico. Un esempio è la somatizzazione di un malessere che spesso si genera nella relazione con gli altri.

Un’altra categoria particolarmente colpita è quella delle persone fumatrici: il fumo rallenta lo svuotamento gastrico. Per questo chi pensa che fumare una sigaretta dopo il pasto aiuti a digerire, sta sbagliando. I sintomi di questo malessere, nei fumatori, spuntano solo dopo l’assunzione di cibo.

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