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Sindrome di Arnold Chiari: cos’è? Come intervenire?

arnold chiariLa sindrome di Arnold Chiari è una rarissima malformazione congenita a carico del cervelletto, del bulbo e del ponte che, invece di essere nella loro sede preposta, si trovano al di fuori del cranio, posizionandosi nel canale spinale.

Si tratta di una malformazione piuttosto importante, che causa problemi importanti (di cui parleremo tra pochissimo) e che può essere combattuta grazie alla chirurgia.

Vediamo insieme cos’è, come comportarsi e come provare a combatterla.

I sintomi della sindrome di Arnold Chiari

La sindrome di Chiari ha tra i suoi sintomi importanti disturbi delle normali funzioni cerebrali:

  • Difficoltà a parlare;
  • Difficoltà a deglutire normalmente;
  • Difficoltà per quanto riguarda il movimento fine, ovvero i movimenti di precisione;
  • Problemi di carattere sensoriale, a carico del tatto e dell’olfatto in genere;
  • Attacchi di apnea;
  • Attacchi simili alle convulsioni.

In aggiunta a questi sintomi, la malformazione è altresì in grado di limitare la circolazione di quello che si chiama liquor cefalo-rachideo, un liquido che circonda il cervello e la cui scarsa mobilità può tradursi in:

  • Tosse frequente;
  • Mal di testa pulsante;
  • Starnuti ripetuti.

Le cause

Non ci sono ancora cause chiare e stabilite per quanto riguarda la sindrome di Arnold Chiari. Siamo davanti a qualcosa che, almeno statisticamente, sembra essere legato a fattori ereditari, che possono attivarsi o meno.

Il problema in genere si presenta durante lo sviluppo embrionale, intorno alla 28esima settimana.

La sindrome può essere anche associata ad altre malformazioni del tubo neurale, come ad esempio la spina bifida.

La terapia possibile: l’operazione

In genere ci si può accorgere della sindrome già durante le ultime ecografie prima della gravidanza e il problema viene immediatamente affrontato dopo la nascita, con un intervento rilocativo che non porta via più di qualche minuto.

Se portato a termine con un buon risultato, i soggetti che sono affetti da questa sindrome possono, con una terapia riabilitativa, condurre una vita completamente normale anche sotto il profilo sportivo e dei movimenti coordinati minuti.

Con le giuste terapie riabilitative, per intenderci, potremo recuperare mobilità e sensorialità normali, senza condurre dunque una vita di restrizioni, ristrettezze e sacrifici.

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