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Sindrome di Munchausen: che cos’è

La nostra mente è complessa e sono tante le cose che può fare. A volte capita che in alcune persone essa presenti alcune problematiche che, al pari di quelle che affliggono il fisico, andrebbero trattate con cura.

Purtroppo non sempre ci rendiamo conto che i disturbi psicologici influiscono sulla nostra vita tanto quanto i problemi fisici, e a volte anche di più.

Oggi parliamo infatti, di un particolare disturbo psicologico chiamato sindrome di Münchhausen, che può rendere la vita di chi ne soffre e delle persone che gli sono accanto, davvero molto difficile.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

La sindrome di Münchhausen

Con sindrome di Münchhausen si definisce un particolare disturbo psicologico che si manifesta con atteggiamenti specifici. Le persone che ne sono affette infatti, fingono di essere state colpite da una malattia o di soffrire di trauma psicologico in modo da attirare l’attenzione e generare un sentimento di pena e simpatia verso di sé.

In gergo viene chiamata anche sindrome da dipendenza dell’ospedale perché chi ne soffre può persino farne spesso ricorso per avvalorare la sua tesi sulle proprie afflizioni.

Questi disturbi “falsi” frutto della patologia, non sempre sono facili da scoprire e a volte bisogna sottoporre i soggetti ad una serie di controlli per escludere patologie o problematiche “reali”.

Come si manifesta

In genere i soggetti che soffrono di sindrome di Münchhausen e che presentano questi disturbi fisici o traumatici fittizi, ragionano molto su cosa fare per convincere le persone che hanno intorno e gli operatori sanitari ad ascoltarli ed assecondarli.

In alcuni casi questa sindrome può essere legata anche alla sindrome di Münchhausen per procura, un disturbo mentale con cui il genitore causa un danno al figlio/a per richiamare l’attenzione e concentrarla su di sé.

In questo caso i bambini vengono usati come una sorta di arma in più per appagare questo desiderio inconscio di attenzione. Il genitore inscena un vero atto di teatro, un dramma tutto personale per convincere medici e persone attorno, che c’è una problematica reale in atto.

La diagnosi differenziale tiene in considerazione due tipi di disturbi: i disturbi somatoformi e anche i disturbi dissociativi.

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