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Sindrome Femoro Rotulea: sintomi, cause e cura

sindrome femoro rotuleaLa sindrome femoro rotulea è una condizione patologica a carico dell’articolazione tra femore, appunto, e rotula. Si tratta di una patologia che in genere si manifesta con un forte dolore (e persistente) a carico di questa particolare articolazione, concentrato nella zona laterale e anteriore del ginocchio.

Siamo davanti ad una patologia piuttosto comune, forse una delle più comuni tra quelle articolari, che causa problemi e disturbi al movimento.

Le cause

Le cause non sono conosciute, anche se la medicina sembra indicare con una certa sicurezza problemi di carattere anatomico, con un valgismo accentuato del ginocchio, oppure con la presenza di una rotazione della tibia a carico, appunto, del femore.

Circa il 30% dei pazienti con dolori a carico di questa articolazione, presentano poi dopo test clinici proprio un quadro che richiama alla sindrome femoro rotulea.

Le donne più colpite, insieme ad alcuni sportivi

Le donne sembrano essere più colpite da questa patologia, anche se tra gli uomini che praticano determinati sport (è il caso ad esempio dei runner o di chi fa salto in lungo) le estreme sollecitazioni della zona sembrano poter favorire la comparsa della sindrome.

I sintomi

I sintomi sono quasi tutti riconducibili ad un dolore generalmente localizzato a livello della parte mediale del ginocchio. Si tratta di un dolore che compare nella sua massima forza proprio durante lo sforzo, anche se nei casi più gravi può anche comparire dopo una semplice camminata.

Il dolore a carico del ginocchio tende ad aumentare con il tempo, causando alla fine della corsa una rigidità all’articolazione che rende impossibile qualunque tipo di movimento.

Si può trattare?

È una determinazione che in genere spetta al medico curante, che a seconda dell’intensità dell’infiammazione potrà prescrivere:

  • Riposo assoluto, per almeno 7 giorni;
  • Terapie di carattere fisioterapico, come ad esempio la Tecar, il Laser, le onde d’urto e anche il kinesio-taping;
  • Terapie a base di antinfiammatori, che aiutano a recuperare almeno una condizione di libertà dal dolore che è necessaria per gli ulteriori trattamenti;
  • Anche la rieducazione a livello di postura sembra aver ottenuto risultati importanti ed è oggi un po’ il fulcro intorno al quale ruota l’intera terapia che riguarda la sindrome.

I trattamenti in questione purtroppo in genere occupano fino a 6 mesi, per un completo recupero. Si tratta di tempi purtroppo lunghi, soprattutto per gli sportivi professionisti, ma non esistendo alcuna terapia di carattere chirurgico è praticamente impossibile restringere i tempi di recupero.

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