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Spina bifida: si può intervenire in utero?

La spina bifida è un grave difetto causato da anomalie ad una o più vertebre e che provoca una malformazione del midollo spinale. La patologia affligge il feto e può causare importanti disabilità al nascituro.

Nei peggiori casi può portare a disturbi della funzione dell’intestino e della vescica e alla paralisi degli arti, ma quando la situazione è particolarmente grave può essere anche fatale.

Questo problema è stato per anni difficile da gestire e spesso chi ne soffriva doveva rassegnarsi a gravi problematiche o ad una minore qualità della vita.

Per fortuna da qualche tempo la medicina sta facendo notevoli progressi in materia e in Italia, al Policlinico di Milano, sono stati effettuati interventi di correzione direttamente in utero.

Sì, ora è possibile intervenire direttamente in utero contro la spina bifida per garantire al nascituro una migliore qualità della vita o addirittura di ridurre al minimo i rischi e gli effetti della patologia.

Intervento in utero: come viene effettuato

Una volta accertata la presenza della spina bifida il feto viene operato attorno alla 26esima settimana e monitorato costantemente durante l’intervento.

Le tecniche di chirurgia sono all’avanguardia e mininvasive e consentono di introdurre nell’utero della donna strumenti piccolissimi che causano danni ridotti.

Con questi strumenti i chirurghi vanno ad operare il piccolo feto e a correggere il difetto causato dalla spina bifida. Poi la natura e la crescita provvederanno al resto e permetteranno al piccolo di svilupparsi.

Per capire se l’intervento è riuscito e quali sono gli effetti a lungo termine, è necessario attendere la nascita e la crescita del bimbo, ma ci sono buone probabilità che l’intervento abbia un esito positivo.

Verso la risoluzione del problema?

Questa tecnologia si sta sviluppando e perfezionando giorno per giorno e sembra che possa essere utile per il trattamento anche di altre patologie e non solo per la spina bifida.

Con il progresso scientifico e tecnologico si viaggia verso un trattamento ottimale del problema di spina bifida, patologia da cui non si guarisce, ma grazie alla chirurgia i suoi effetti dannosi potranno essere notevolmente ridotti.

Così si potranno salvare tanti bambini e offrire una qualità della vita migliore a chi ne è affetto.

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