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Spondiloartrite: cos’è e come si cura

In gergo medico, quando si parla della spondiloartrite sieronegativa a prevalenza assiale, ci si riferisce ad una condizione patologica che interessa la nostra colonna vertebrale.

Più precisamente è una patologia autoimmune di natura infiammatoria, ma quali sono le cause precise di questa patologia? Quali sono i sintomi? Come funziona la diagnosi per la spondiloartrite sieronegativa a prevalenza assiale? E la terapia? Oggi troveremo una risposta a queste domande!

Che cos’è la spondiloartrite sieronegativa a prevalenza assiale? Quali sono le cause?

Come abbiamo già detto nella breve introduzione, in gergo medico, quando si parla di spondiloartrite, ci si riferisce ad una patologia di natura infiammatoria e autoimmune.

Questa malattia può essere causata da altre condizioni patologiche e colpisce prevalentemente la colonna vertebrale. Proprio a causa delle malattie che possono stare alla base della spondiloartrite, la sua diagnosi spesso è difficile.

Quali sono i sintomi più comuni della spondiloartrite?

Per riconoscere la spondiloartrite, ovviamente, facciamo riferimento ai suoi sintomi caratteristici che sono principalmente gli stessi della lombalgia infiammatoria.

In pratica, se siamo affetti dalla spondiloartrite, avvertiremo un certo dolore ai glutei, con la rigidità della colonna vertebrale, soprattutto nella seconda parte della notte e quando ci si sveglia al mattino.

Proprio a causa dei suoi sintomi, la spondiloartrite rende la nostra ripresa di mobilità molto difficile, soprattutto se pensiamo alla talalgia, ossia all’incapacità di flettere il piede.

Cosa bisogna fare nel caso di spondiloartrite?

Prima di tutto, per affrontare nel migliore dei modi questa condizione patologica così invalidante, sarebbe opportuno effettuare una diagnosi precoce, con i seguenti esami:

  • Risonanza magnetica;
  • Esami del sangue.

Per il trattamento della spondiloartrite vengono generalmente somministrati i FANS, ossia i farmaci antinfiammatori non steroidei, insieme ai farmaci che inibiscono il riassorbimento delle ossa.

Anche se all’inizio questi medicinali sembrano funzionare, dopo qualche mese i FANS vanno sostituiti con altri farmaci più aggressivi che sono in grado di modificare la patologia.

Come ultima cosa, ma non ultima per ordine di importanza, ricordati che l’attività fisica è fondamentale per alleviare la sintomatologia dolorosa di questa malattia e non dimenticare di tenere sempre sotto stretto controllo il tuo peso corporeo.

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