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Tendinite da smartphone: conosciamo insieme la piaga dell’era moderna

Al giorno d’oggi è impensabile vivere senza smartphone. Secondo un recente sondaggio, il 95% della popolazione mondiale ne possiede uno.

È utilizzato sia dai giovanissimi che dagli over 50, non solo per fare chiamate e messaggi ma per avere le stesse funzioni di un computer sempre a portata di mano.

Il telefono è diventato quasi l’estensione delle nostre braccia, tanto da causarne anche dei danni. È diventato la seconda causa di tendinite al polso dopo il mouse del computer.

Tendinite da smartphone: come riconoscerla

Immaginiamo il tendine come una corda, ricoperta da una guaina che la nutre, la protegge da micro traumi e ne permette i movimenti. La tendinite è l’infiammazione di questa guaina, chiamata membrana sinoviale.

La causa dell’infiammazione può essere l’attività eccessiva (o “over use”) dei tendini, generata dall’uso smodato dello smartphone.

L’azione continua di clickare col pollice sullo schermo, inoltre, provoca il “digital thumb” (o pollice da smartphone), cioè l’infiammazione del tendine flessore.

Se il dolore di questo dito si aggrava, la patologia può evolversi nel vero e proprio “dito a scatto”. I sintomi della tendinite sono:

  • Dolore e gonfiore del polso e della mano;
  • Difficoltà dei movimenti della mano, anche di quelli più semplici;
  • Rumore delle ossa in movimento.

Rimedi per la tendinite

Il primo passo è la prevenzione, riducendo l’uso dello smartphone oppure facendo delle pause dal telefono per evitare di avere a lungo la stessa postura. Quando avvertiamo i primi sintomi, possiamo ricorrere inizialmente a dei rimedi casalinghi:

  • mettere la mano al caldo. Il calore aiuta la circolazione sanguigna, riducendo rigidità dell’articolazione;
  • tenere il polso a riposo;
  • fare esercizi di allungamento;
  • usare impacchi di argilla.

Se non notiamo miglioramenti, possiamo assumere degli antinfiammatori e usare un tutore anche durante la notte. Quando il dolore diventa acuto, è necessario rivolgersi ad un fisioterapista o meglio ad un ortopedico.

Gli specialisti valuteranno le soluzioni possibili in base alla gravità del caso:

  • le sedute di fisioterapia;
  • gli antinfiammatori e altri farmaci, come cortisone, acido ialuronico o PRP;
  • l’intervento chirurgico. Dopo alcuni giorni dall’intervento si possono già notare miglioramenti del movimento delle dita. Tuttavia il post operatorio necessita anche di mesi, per evitare di sovraccaricare la mano operata di stress.

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