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Tromboflebite: sintomi, cause e cura

tromboQuando parliamo di tromboflebite, ci riferiamo ad un’infiammazione generica di una delle pareti di una particolare vena. All’infiammazione si associa in genere un coagulo di sangue, che è quello che si chiama appunto trombo.

Questo trombo può finire anche per ostruire quella che è la circolazione sanguigna attraverso la vena e rallentare, dunque, la circolazione stessa.

Vediamo insieme di conoscerne i sintomi, gli eventuali sviluppi e soprattutto le potenziali cure.

I sintomi

I sintomi che possono far pensare alla presenza di una tromboflebosi sono diversi. Vediamo insieme quelli più comuni:

  • Dolore lungo tutta la vena colpita dalla tromboflebite;
  • Tumefazione, ovvero un livido proprio in prossimità dell’ostruzione;
  • Gonfiore della parte del corpo, in genere un arto, colpito da questa specifica problematica;
  • Eritema e infiammazione della pelle circostante.

Si tratta di sintomi che in genere si presentano in concomitanza e che sono relativamente inequivocabili. In presenza di questa particolare tipologia di problematiche è facile pensare che sia proprio la tromboflebite.

Le cause

Le cause che possono portare alla tromboflebite sono diverse. Elenchiamo qui sotto le più comuni:

  • Circolazione del sangue rallentata: si tratta di un problema che in genere viene causato dalla scarsa motilità del soggetto. Si tratta di qualcosa di estremamente comune per chi vive parecchie ore disteso, come potrebbe essere il caso dei pazienti costretti a letto. Anche chi però, in assenza di patologie, trascorre molte ore seduto o disteso, è esposto al rischio di contrarre la malattia in questione;
  • Danni alle pareti delle vene: può essere il caso di traumi, di infezioni, di cateteri, di agenti utilizzati comunemente durante le chemioterapie;
  • Eccessiva coagulazione del sangue;
  • Presenza di vene varicose, soprattutto durante la gravidanza.

Quali sono le complicazioni più comuni?

Nel caso in cui la tromboflebite dovesse essere superficiale, non ci sono in genere rischi associati a questa particolare condizione. Il discorso cambia radicalmente però quando siamo in presenza di tromboflebiti più profonde. In questo caso i rischi ci sono e sono ricollegabili a:

  • Embolia polmonare: quando un frammento del nostro trombo si stacca e va ad incastrarsi in qualche capillare dei polmoni. Si tratta di una condizione che mette a repentaglio la vita del paziente.
  • Infarto e ictus: quando il trombo si stacca e raggiunge o le coronarie o il cervello.
  • Setticemia: quando l’ostruzione venosa rende estremamente lenta la circolazione e da il via ad un processo settico a carico dell’arto.

La terapia

Quando si rende necessario (e si tratta comunque della minoranza dei casi), la tromboflebite deve essere trattata con il ricorso a pomate specifiche (in genere a base di retina). Nei casi più gravi invece si utilizzano farmaci in grado di sciogliere i coaguli ematici presenti nel trombo. I farmaci anticoagulanti hanno però serie conseguenze sul soggetto, motivo per il quale vengono utilizzati solo laddove la situazione lo richieda.

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