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Troponina alta e bassa

troponina Come già saprai, con un semplice prelievo del sangue si possono valutare tantissimi parametri del nostro organismo. La troponina è uno di questi e serve soprattutto per la valutazione del rischio di infarto ed altri problemi cardiovascolari.

In questo articolo parleremo proprio di questo argomento, cercando di farti capire a che cosa serve la troponina e perché è correlata ai rischi cardiovascolari, vedendo soprattutto cosa succede quando i suoi livelli risultano troppo bassi o troppo alti.

Che cos’è la troponina?

In modo specifico, quando parliamo di troponina, ci riferiamo ad un particolare complesso proteico costituito da tre tipologie ben distinte:

  • La troponina I;
  • La troponina T;
  • La troponina C.

Tale complesso proteico è responsabile della contrazione muscolare, infatti si trova sui noduli filamentosi dei muscoli volontari e del muscolo cardiaco.

La sua liberazione nel sangue è solitamente associata alla presenza di danni al cuore e, per questo motivo, è un ottimo indice sullo stato di salute di questo muscolo.

Quali sono i valori di riferimento della troponina?

Tenendo presente il fatto che i valori di riferimento possono variare di laboratorio in laboratorio, possiamo dire che i seguenti vengono generalmente considerati come valori normali di questo parametro:

  • Troponina T: 0,2 mg/l;
  • Troponina I: 0,1 mg/dl.

Cosa succede quando i suoi valori sono troppo alti?

Come abbiamo già detto, la presenza della troponina nel sangue potrebbe indicare determinati danni cardiaci. In linea di massima le condizioni elencate in seguito sono spesso associate ad un aumento della troponina nel sangue:

  • Insufficienza renale;
  • Infarto cardiaco;
  • Pericardite;
  • Insufficienza cardiaca congestizia;
  • Embolia polmonare e altre malattie ai polmoni;
  • Infiammazione del muscolo cardiaco;
  • Dermatomiosite;
  • Ictus;
  • Recente operazione a cuore aperto;
  • Angioplastica.

Cosa succede, invece, quando sono troppo bassi?

Invece, se i livelli della troponina sono troppo bassi, o addirittura sono nulli, come puoi immaginare, non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi. 

Infatti, allo stesso modo in cui la sua presenza nel flusso ematico potrebbe indicare danni al cuore, la sua assenza (o bassi livelli di essa) indica che questi danni non ci sono o che, comunque, non sono presenti tutte quelle condizioni patologiche di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

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