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Smettere di fumare: la sigaretta elettronica fa bene – parola di Veronesi

umberto veronesiUna battaglia epocale quella che sta coinvolgendo scienziati, stampa e opinione pubblica: tema la sigaretta elettronica, che dopo un periodo di deregolamentazione ha attirato l’attenzione dei governi. 

In alcuni paesi sono state bandite, in altri invece sono state state tassate come le sigarette convenzionali, in altri ancora si guarda al loro utilizzo con estrema diffidenza e ci si aspetta che, da un momento all’altro, la scure governative si cali a vietarne la vendita.

Nella discussione è entrata però a gamba tesa la rivista Nature, una delle più rispettabili pubblicazioni periodiche scientifiche del mondo, che ha difeso in un lunghissimo editoriale la sigaretta elettronica dagli attacchi dei governi che, secondo qualcuno a causa della spinta delle lobby potentissime del tabacco, starebbero pensando di rendere la vita alle sigarette elettroniche molto più difficile.

In Italia a farsi portavoce dell’opinione apparsa su Nature è stato Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale e autentico opinion maker in Italia. Vediamo insieme la posizione del popolare medico.

Cancro al polmone evitabile grazie alle e-cig

L’opinione di Veronesi ricalca quella di Nature: non ha senso testare per anni le sigarette elettroniche, quando i benefici certi che possono portare sono sotto gli occhi di tutti.

Se domani tutti smettessero di fumare sigarette tradizionali a vantaggio di guelfe elettroniche, ci sarebbe una drastica riduzione nei tumori al polmone, che diventerebbero immediatamente una malattia rarapermettendo ai governi di risparmiare le enormi quantità di denaro che vengono spese nell’ospedalizzazione dei fumatori.

Il cancro ai polmoni uccide oggi soltanto in Italia 40.000 persone l’anno, una cifra incredibile, numeri da strage, che potrebbe essere evitata, ripete Veronesi, favorendo il passaggio alle sigarette elettroniche.

Stupido aspettare i test

Veronesi ne ha anche per chi invita ad aspettare gli esiti dei test, che porterebbero via anni. Nella peggiore delle ipotesi infatti i danni causati da aromi e vaporizzatore sarebbero comunque di molto più leggeri rispetto alle sigarette tradizionali, rendendo di fatto stupido bloccarne la commercializzazione in attesa dei risultati dei test.

In nessun modo infatti le sostanze contenute nelle sigarette elettroniche potrebbero rilevarsi più dannose di quelle che si trovano nelle sigarette di tabacco, che sprigionano, lo ricordiamo noi per i nostri lettori, un numero incredibile di veleni che vengono assorbiti dai polmoni, con i risultati di cui abbiamo parlato poco fa a ricordarcelo.

La lettera dei 50 scienziati

Anche Veronesi fa parte dei 50 scienziati che hanno indirizzato una lettera all’OMS, l’organizzazione mondiale della sanità. L’invito è quello ad approfondire gli studi sulla sigaretta elettronica, senza demonizzazioni preventive. Chissà se l’ente mondiale che si occupa della sanità di tutta la popolazione umana la prenderà in considerazione.

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