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Cefalea, emicrania, mal di testa: differenze

Il mal di testa è uno dei maggiori motivi di ricorso alla visita medica: indica che qualcosa non sta funzionando al meglio nel nostro organismo.

Potrebbe comparire nel corso di un’infezione, dopo gli stress fisici o psicologici, dopo l’assunzione di sostanze tossiche, ect.

Ma quando si comincia a notare una cefalea ricorrente senza cause scatenanti evidenti, bisogna pensare a una cefalea, cosiddetta, primaria. Imparare a riconoscere il tipo di mal di testa è fondamentale per la prevenzione e la cura.

Classificazione e differenze

La cefalea indica semplicemente “dolore della testa”. La classificazione delle cefalee crea una divisione tra cefalee primarie e secondarie. Le cause di cefalea primaria non sono ad oggi note. Le cefalee secondarie sono, invece, correlate ad una patologia.

L’emicrania è un tipo di cefalea primaria ed è il tipo più frequente. Le sue caratteristiche sono precise e riconoscibili: il dolore ha una durata sostenuta, è unilaterale, pulsante, di intensità moderata o forte. Interferisce con le normali attività e peggiora a seguito degli sforzi fisici quotidiani.

Spesso si associano nausea o vomito, fonofobia e fotofobia, fastidio per gli odori, disturbi intestinali o vertigini. Non tutte le caratteristiche tipiche dell’emicrania sono sempre presenti in tutte le persone. Anche per questo la diagnosi di emicrania è difficile e spesso ritardata negli anni.

Si parla di emicrania con aura quando un sintomo o un insieme di sintomi prodromici si manifestano poco prima della comparsa della cefalea. Possono durare diversi minuti, anche un’ora. La forma più frequente è un’aura visiva. Compaiono scintillii e increspature, aree in cui il campo visivo scompare.

Cure per emicrania e cefalea

È importante ribadire che la cefalea in generale, e l’emicrania in particolare, vanno curate. Non è normale avere una cefalea, né tantomeno convivere con il dolore. Solitamente per una cefalea sporadica può essere utile il paracetamolo, ma senza abusarne.

I farmaci più specifici sono gli agonisti di alcuni recettori per la serotonina, agiscono modificando la reattività dei vasi ematici cerebrali e inibendo la sensibilità al dolore in alcune zone del cervello.

Vanno assunti immediatamente all’insorgenza dell’attacco, al contrario degli analgesici classici. Per l’utilizzo di ogni farmaco d’attacco è sempre necessaria la prescrizione da parte di un medico.

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