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Epicondilite: cos’è?

L’epicondilite, meglio conosciuta come “gomito del tennista”, è un’infiammazione di una parte dell’articolazione del gomito, ovvero l’epicondilo, e dei cosiddetti tendini estensori dell’avambraccio.

Non va assolutamente trascurata, perché a lungo andare potrebbe diventare invalidante.

Nonostante il nome, questa patologia non colpisce solo i tennisti e gli sportivi, ma anche chi, per ragioni professionali o eccessiva sedentarietà, compie gesti ripetitivi con le braccia nel corso della giornata.

Sintomi e diagnosi

I sintomi dell’epicondilite potrebbero essere confusi con quelli di una contusione. La sola sensazione di dolore non basta a riconoscerla. Essendo una patologia infiammatoria, è bene fare attenzione ad altri campanelli d’allarme che potrebbero manifestarsi, come ad esempio:

  • Dolore nella distensione del braccio, che potrebbe apparire più corto dell’altro;
  • Difficoltà nella presa dovuta ad una perdita di forza;
  • Dolore nel compiere i gesti più semplici, come stringere una mano, aprire un barattolo, sollevare le buste della spesa;
  • Dolore che inizialmente interessa solo il gomito ma che poi si estende a tutto il braccio, mano compresa. Se non si interviene in modo tempestivo, si va incontro a gomito gonfio e arrossato, dovuto al liquido che viene prodotto al suo interno.

La diagnosi di questa patologia spetta per ovvi motivi ad un ortopedico che andrà a toccare punti precisi per capire se viene generato dolore. Il medico può anche effettuare il test di Cozen, ovvero una pratica per capire esattamente dove il paziente sente dolore.

Il braccio piegato viene bloccato e impedita la sua distensione. Se il paziente avverte dolore nel tentativo di distendere il braccio così bloccato, allora l’epicondilite è quasi certa al 100%. Si effettuano anche radiografie o ecografie per capire meglio l’entità dei danni ai tendini.

Cure e rimedi

Per quanto riguarda la cura dell’epicondilite, bisogna considerare il livello di gravità e il tipo di stadio della malattia. Prima di tutto, si consiglia assoluto riposo e una cura di antinfiammatori se il dolore diventa intenso. In alcuni casi, potrebbe essere utile anche l’uso di un tutore.

Nei casi più delicati invece, si consigliano infiltrazioni di acido ialuronico e cicli di onde d’urto. A questi rimedi bisogna associare anche dei cicli di fisioterapia che consentiranno di riprendere appieno la funzionalità del braccio.

Nei casi più gravi, si può procedere con un intervento chirurgico, a cui seguirà l’uso del tutore e la fisioterapia.

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