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Neuroma di Morton: diagnosi e cura

In un precedente articolo abbiamo parlato del neuroma di Morton, o metatarsalgia di Morton, una sindrome dolorosa che riguarda le ossa metatarsali, ossia quelle poste tra il tarso e le falangi del piede.

In particolare, il neuroma di Morton è causato dalla compressione di un nervo che intercorre tra un dito e l’altro, detto nervo sensitivo interdigitale, dovuto allo sfregamento delle ossa del metatarso sul nervo stesso. Di conseguenza viene a crearsi un neuroma, ossia una proliferazione di materiale fibroso.

Oltre al dolore, tale sindrome può manifestarsi anche con bruciore, intorpidimento e una sensazione di scossa. In questo articolo vedremo in che modo il neuroma viene diagnosticato e quali sono i possibili rimedi. Continuate a leggere.

Come si diagnostica?

Il neuroma di Morton viene diagnosticato attraverso un’indagine clinica da parte di un medico specialista, solitamente un ortopedico. Spesso la presenza del neuroma è visibile perché la compressione del nervo causa una produzione di materiale fibroso e quindi un ispessimento della zona.

Può manifestarsi quindi un rigonfiamento a livello dello spazio tra i metatarsi interessati. Il paziente, alla pressione della zona da parte del medico, avvertirà una sensazione intensa di dolore. Tale pratica si chiama segno di Mulder.

Altri esami che possono favorire una diagnosi più accurata sono una risonanza magnetica (per constatare posizione e dimensione dell’ispessimento fibroso del nervo interdigitale), ecografia e radiografia del piede. Quest’ultima si usa solamente per escludere eventuali fratture e quindi per fare una diagnosi differenziale.

Possibili cure

Se la sintomatologia non è particolarmente grave, il dolore causato dal neuroma di Morton può essere alleviato facendo degli esercizi di ginnastica posturale, sedute di fisioterapia e dello stretching mirato.

L’appoggio del piede può essere corretto usando dei plantari che non vadano a sovraccaricare la zona del metatarso. In altri casi il disturbo può essere curato con delle infiltrazioni di cortisone.

Nei casi più gravi, quelli in cui le altre terapie non determinano alcun miglioramento, la soluzione più indicata è quella dell’intervento chirurgico. Questo consiste nell’asportare il nervo interessato. Si tratta di un’operazione che non compromette in alcun modo la funzionalità o la sensibilità del piede.

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